Era sera. Era notte. Era giorno ma era buio.

Era pomeriggio. Era tutto.
Quindi era anche tardi, presto, brutto, bello,

e chissà cos’altro ancora.
Un semaforo a luce rossa,

faceva passare soltanto pedoni in atteggiamento lascivo.
Un venticello mattutino non sapeva dove soffiare.
Azzurra puntò il suo naso appuntito sulla schiena

di quell’uomo e disse: "In alto le mani, gambe larghe,
faccia al muro, braccia tese, occhi bassi, spalle in fuori petto in dentro…"
"Una cosa alla volta…" gridò l’uomo con mano sicura occhio indiscreto

e bocca chiusa su se stessa.
"O la borsa o la Gita!" strillò lei. "La Gita?"
"Ho la borsa, ho la vita" "Ah lei ha la borsa e la vita?"
"Adesso poche storie, tanto ci siamo capiti. Fuori orologio, soldi,
portafogli, chiavi, documenti, collane,
occhiali, tostapane, collane, bracciali, catene, catenine,
cavigliere, busto, pettorina, orologio e portafogli.
Spero di non aver dimenticato nulla…"

"Strana rapina" disse l’uomo.
"Questa non è una rapina, questo è un inventario!

Io invento. Non rubo niente, simulo, faccio credere."
"Ah ma allora è uno scherzo…"
"Fermo. Nessuno scherzo."
"Allora mi tolga la pistola dalla schiena."
"Non è una pistola."
"Il fucile…"
"Non è nemmeno un fucile."
"Allora cos’è, un naso?"
"Fermo o starnuto! Cammina piano verso la tua macchina."
"Io oggi sono a piedi."
"E allora cammina piano fino ai tuoi piedi…"
"Adesso sali su quel bar e apri quelle scale… avanti…"
"La vedo tesa, si rilassi."
"E’ la prima volta che faccio un’aggressione a qualcun’altro,

di solito ho sempre fatto agguati solo a me stessa."
"E riusciva a cogliersi di sorpresa?"
"Sempre. Mi allenavo mentre dormivo.
Mi saltavo addosso nel sonno e mi picchiavo; ho imparato tante cose dal mio corpo a corpo.

Per esempio di non menare mai troppo, di non fare molto male all’avversario…"
"Ma scusi a lei chi glielo fa fare?"
"La mia inquietudine. Mi obbliga. E’ una costrittrice."
Comunque perché non reagisce non si ribella?"
"Non posso ribellarmi sono una che non si ribella."
"Perché non si rifiuta?"
"Non posso sono una che non sa dire no. Ogni sua volontà per me è un’ordine.

Tra l’altro io adesso agisco sotto sedativi e sopra eccitanti:

un su e giù psicologico che mi dà un cerchio alla testa che un leone lo infiamma e ci passa dentro…"
"Un circo al posto del cervello…?"
Quando si accorsero tutti e due di avere un pagliaccio

al posto del cuore stavano già ridendo e toccandosi i nasi.

Era nato qualcosa.
Chi trova un amico trova un castoro e che il migliore amico dell’uomo è la donna,

che un finto sopruso o strano sabotaggio sono l’anticamera dell’amicizia,

e l’odio il tinello della conoscenza di cui si può fare a meno ma non senza.

 

(stropiccopiato dal web)



One Response to “Azzurra”

  1.   andreapac Says:

    Azzurra bel nome e mi ricorda qualcosa. Fantasia e insieme di parole che danno inquietudine.D.I.

    Per caso quel poveretto non era un prestitigiatore con in dosso tutti i trucchi del mestiere?

    Hai colpito ancora.

    Ora torno di là per rieuscire a capire la cosa.