Gli erano entrate negli occhi, quelle due immagini, come l’istantanea percezione di una felicità assoluta e incondizionata. Se le sarebbe portate dietro per sempre. Perché è così che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand’è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore. Alla deriva.
Semplicemente, senza che un solo angolo del suo volto si muovesse, e assolutamente in silenzio, iniziò a piangere, in quel modo che è un modo bellissimo, un segreto di pochi, piangono solo con gli occhi, come bicchieri pieni fino all’orlo di tristezza, e impassibili mentre quella goccia di troppo alla fine li vince e scivola giù dai bordi, seguita poi da mille altre, e immobili se ne stanno lì mentre gli cola addosso la loro minuta disfatta.
“Ieri ho visto il sole che splendeva
e le foglie stavano cadendo dolcemente
le mie mani avevano bisogno di un contatto caloroso
e stavo pensando a te
Eccomi qua alla ricerca di segnali di partenza
tu tieni la mia mano, ma hai davvero bisogno di me?
Immagino che sia il momento che io ti lasci andare
e sto pensando a te
sto pensando a te
Quando navighi sulle acque dell’oceano
e raggiungi l’altra sponda salvo
potresti farmi un piccolo sorriso?
Perché starò pensando a te
starò pensando a te
starò pensando a te
starò pensando a te”.
Mi piace la gente che vibra,
che non devi continuamente sollecitare
e alla quale non c’è bisogno di dire cosa fare
perché sa quello che bisogna fare e lo fa.
Mi piace la gente che sa misurare
le conseguenze delle proprie azioni,
la gente che non lascia le soluzioni al caso.
Mi piace la gente giusta e rigorosa,
sia con gli altri che con se stessa,
purché non perda di vista che siamo umani
e che possiamo sbagliare.
Mi piace la gente che pensa
che il lavoro collettivo, fra amici,
è più produttivo dei caotici sforzi individuali.
Mi piace la gente che conosce
l’importanza dell’allegria.
Mi piace la gente sincera e franca,
capace di opporsi con argomenti sereni e ragionevoli.
Mi piace la gente di buon senso,
quella che non manda giù tutto,
quella che non si vergogna di riconoscere
che non sa qualcosa o si è sbagliata
Mi piace la gente che, nell’accettare i suoi errori,
si sforza genuinamente di non ripeterli.
Mi piace la gente capace di criticarmi
costruttivamente e a viso aperto:
questi li chiamo “i miei amici”.
Mi piace la gente fedele e caparbia,
che non si scoraggia quando si tratta
di perseguire traguardi e idee.
Mi piace la gente che lavora per dei risultati.
Con gente come questa mi impegno a qualsiasi impresa,
giacché per il solo fatto di averla al mio fianco
mi considero ben ricompensato. (Valeria De Bernardi)
Forse di questo amore ancor non detto
il meglio passò qui, dove rondando
come un treno nel tunnel dell'estate
un rauco vento transitava a notte
sulla cima dei pini. Ed era l'ora
del mio saluto, chè ci avviene a volte
d'inchinarci alle cose ancor non nate
con la sete indicibile che ispirano
le passioni defunte. Ardentemente
ho ritagliato in cielo, negli azzurri
turbinosi del sud la zona sacra
che l'occhio degli aruspici sceglieva
a limite d'un tempio. E sia che duri
tra noi questo silenzio immacolato,
o rapinosi dialoghi ci avvolgano
e liane c'imprigionino, votati
a ogni ambiguo trionfo, quest'immensa
invisibile cupola di sogni.(1924)
Io non ho mai dimenticato quello che ho fatto da me,
lascerò questo triste porto, e porto via Lory da qui.
Io non ho mai cancellato il dolore che ho dentro da un pò,
non c’è riposo mio migliore, e riposo del dopo viaggiare con me, con me, con me, con me
viaggio con me
voglia mia di vita,
voglia di una colpa,
voglia di perdono,
voglia di calore umano,
voglia di partire,
voglia di sapori buoni,
voglia di sognare forte,
voglia di star bene,
nel mio viaggio ho solo posto per me,
e nel mio viaggio ho solo posto per me, per me, per me, per me, per me.
Questa ragazza occhi cielo, questa ragazza ha un’idea,
e partorire tra le stelle, un giorno quando sarà
libera e fiera di sè, già sicura del nome che avrà,
questa ragazza occhi cielo, non avrà male mai più, mai più, mai più, mai più, mai più, mai più, mai più
voglia di una stanza,
voglia di silenzio,
voglia di saltare,
voglia di colore chiaro,
voglia di partire,
voglia di silenzio,
voglia di star bene,
voglia di conoscer pace,
e nel mio viaggio ho solo posto per me,
e nel mio viaggio ho solo posto per me, per me, per me, per me, per me per me, per me.
Amor diletto, che nulla che fosse da meno di te
avrei voluto interrompere questo sogno beato:
era argomento
per la ragione, troppo forte per la fantasia,
perciò fosti saggio a destarmi; tuttavia
il mio sogno tu non l'hai interrotto, ma continuato;
a tal punto tu sei verità, che basta il pensare a te
per far dei sogni verità e delle favole istorie;
entra fra queste braccia, e , dal momento che ti è parso meglio
che io non sognassi tutto il mio sogno, viviamone il seguito.
Come lampo, o luce di candela,
gliocchi tuoi, e non il suono dei tuoi passi, mi hanno destata;
eppure ti credetti
(poichè tu ami la verità) un angelo, a prima vista;
ma quando m'avvidi che tu scorgevi il mio cuore
e conoscevi i miei pensieri (il che esorbita dal potere di un angelo),
sapendo quel ch'io sognavo, sapendo quando
l'eccesso di gioia mi avrebbe destato - e proprio allora giungesti,-
devo confessare che non potrebbe essere
che empio il pensare che tu sia altra cosa che te stesso.
Il venire e il restare han mostrato che tu eri tu,
ma il tuo levarti mi fa dubitare che, ora,
tu non sia tu.
Debole è quell'amore di cui il timore è altrettanto forte;
non è tutto spirito, puro e perfetto,
se sia commisto di Timore, di Pudore e di Onore.
Forse, come le torce che devono essere pronte
vengono accese e poi spente, così tu fai con me:
sei venuto per accendermi, e te ne vai solo per poter ritornare,
allora io risognerò quella speranza senza la quale morrei.
(J.Donne-1572-1631)