“C’è qualcuno che bussa e muove la coda,

c’è qualcosa che passa in questa stanza vuota.

Come una sagoma sul pavimento,

come sabbia sotto il cemento,

come una magra malattia,

come il passato, in una fotografia.

Come una terra che diventa straniera,

come un mattino che diventa sera,

sera di un giorno di festa e di pioggia che diventa tempesta.

Come un lungo saluto,

come un sorriso che dura un minuto,

come uno sguardo buttato al futuro,

come un’occhiata, al di là del muro.”

(F. De Gregori, Cose)

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un bel bacio a chi passa di qui ;)

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Ho sbagliato.

Colgo solo ora i tuoi sguardi feriti,

sento il peso di quanto abbia fatto..

Restare ancora non ha senso…

mi sento soffocare e inutile…

Ho sbagliato.

Ti ho straziato l’animo,

ed ho affondato il chiodo della follia

nella speranza di ricominciare…

Ho sbagliato.

Mi sono disperata…ma non dovevo

l’ho capito solo ora…

E come sàlice piangente accovacciato,

ripeterò con il freddo dentro…ho sbagliato.

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Guarda l’infinito, il mio cuore,

guarda i suoi passi lenti…stanchi…

Che senso ha trovarti in una goccia di rugiada

che evapora appena quel raggio del mattino

ti solleva fino a sè…

Infiniti gli attimi, ma come granelli si perdono

in un mare di tempo…tempo che corre…

e tempo che scorre veloce senza lasciare il segno…

Un battito del cuore…e poi il buio…il silenzio…

Fuggo da ciò che non c’è…

da ciò che mi fa male dentro…

Svanito l’unisono di quel battito che si cercava

e desiderava esserci…sentirsi…amarsi…

manca tutto ciò che c’era..

se tu non torni veramente…

 

 

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Gli erano entrate negli occhi, quelle due immagini, come l’istantanea percezione di una felicità assoluta e incondizionata. Se le sarebbe portate dietro per sempre. Perché è così che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand’è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore. Alla deriva.

(Castelli di Rabbia – A.Baricco)

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Semplicemente, senza che un solo angolo del suo volto si muovesse, e assolutamente in silenzio, iniziò a piangere, in quel modo che è un modo bellissimo, un segreto di pochi, piangono solo con gli occhi, come bicchieri pieni fino all’orlo di tristezza, e impassibili mentre quella goccia di troppo alla fine li vince e scivola giù dai bordi, seguita poi da mille altre, e immobili se ne stanno lì mentre gli cola addosso la loro minuta disfatta.

(pag.27 – Castelli di Rabbia – A.Baricco)

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…come la mia!!

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Ho aspettato invano un gesto,

un tuo segnale diverso….

Riprendo il mio cuore, i miei sentimenti..

Non voglio più fermarmi a guardare i ricordi,

e sentirmi ferire da tutto quanto!!!

Sono stanca di scrivere di te,

stanca di ricordarti,

stanca di pensarti…

stanca di…crederci…

Non ha senso sedermi qui,

scriverti i miei pensieri,

sentirmi bene in quell’attimo

ma essere consapevole

che non cambierà niente..

a questo punto penso possa bastare…

anche per me!!!

Quando le parole non bastano…


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